1 - Gennaio 1990
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Largo all'istrice è un giornalista

Settantasei - Largo all'istrice è un giornalista pagina 18-19

È nata da poco ma si è già fatta sentire un bel po'. È la Lega dei giornalisti, che riunisce professionisti e pubblicisti al di là delle loro colorazioni partitiche o sindacali per fare un nuovo discorso di qualità nel campo dell'informazione e dei massmedia.

Dialoga con tutti ma è pronta a difendere diritti non solo della categoria, ma soprattutto dei lettori e non a caso ha scelto come simbolo un pennino con aculei, «che assomiglia tanto ad un istrice – ci ha detto Sandra Bonsanti, de la Repubblica, neopresidente della Lega – e come lui è nonviolento, ma se occorre, sa come difendersi».

Ci sembra giusto assegnare alla neonata Lega dei Giornalisti uno spazio nel nostro piccolo periodico, neonato come la Lega, ma pronto a vender cara la pelle a difesa dei diritti democratici.

Speriamo presto in un incontro.

 

Appello ai giornalisti

L'informazione in Italia va perdendo progressivamente libertà, autonomia e qualità, in un processo finora mai seriamente contrastato. Ne deriva l'indebolimento della libertà e della vita democratica del nostro Paese. Gli anni che stiamo vivendo sono decisivi: vi sono ancora, infatti, le condizioni per il superamento della crisi e per il recupero della piena autorevolezza dell'informazione, ma tali condizioni si vanno esaurendo e se prevalessero l'attuale inerzia e indifferenza le sorti dell'informazione sarebbero irrimediabilmente segnate.

L'informazione italiana, in tutti i suoi settori, soffre certamente di debolezze interne, con fenomeni di inadeguatezza culturale e professionale, scarso rispetto delle regole deontologiche, poco amore per la trasparenza e rapporti impropri con i poteri politici ed economici. Ma il rischio costituito da tali debolezze è decisamente aggravato dalla crescente aggressione esterna a quella che è la condizione prima e fondamentale per l'attività dei giornalisti: la loro indipendenza. Essa è insidiata sia dal costituirsi di condizionamenti oggettivi sempre più massicci, sia dallo svilupparsi di disegni consapevoli d'asservimento. Tra i segnali più evidenti di questa situazione va sottolineata la scelta politica finora perseguita di lasciare l'intero mondo delle imprese di informazione privo di leggi a tutela degli interessi generali della collettività, dando libero campo ai più forti e, nell'area televisiva, alla spartizione di fatto fra grandi partiti e un potentato cresciuto senza regole.

In questo contesto malsano, lo spirito critico, il gusto dell'autonomia, la creatività, sono costantemente mortificati. Si diffondono indifferenza o addirittura insofferenza per la moderna concezione liberale del giornalismo, che ha il suo pilastro nel diritto dovere di critica, di controllo del potere e dei suoi atti, di libera informazione. E quegli stessi gruppi politici ed economici che più hanno contribuito ad aggravare la situazione dell'informazione italiana, promuovono campagne di discredito della professione giornalistica per diminuirne le possibilità di difesa.

Il giornalismo italiano corre il pericolo di diventare prigioniero, decadendo a mero strumento di scontro tra forze politiche ed economiche_ Richiamare l'attenzione su questa crisi ed agire per fronteggiarla e superarla è ormai assolutamente necessario. Alcuni cittadini che fanno il mestiere di giornalista hanno perciò deciso di fondare una LEGA DEI GIORNALISTI ITALIANI.

Nel rifiuto di ogni condizionamento e col sostegno di tutti i cittadini sensibili alla gravità della situazione, giornalisti e non giornalisti, la Lega si propone di contrastare le degenerazioni interne e le pressioni esterne e di opporsi a ogni forma di lottizzazione e strumentalizzazione della carta stampata e della radiotelevisione, per ristabilire e tutelare la libertà d1informazione, al servizio del Paese e della Democrazia.

Promotori della Lega

Sandra Bonsanti La Repubblica
Paolo Pagliaro L'Espresso
Sandra Miglioretti La Gazzetta
Vittorio Roldi Il Messaggero
Patrizia Rettori Il Secolo
Giuseppe Giulietti RAI
Lilli Gruber RAI
Corrado Stajano Corriere della Sera
Riccardo Sabbatini Il Sole 24 Ore
Antonio Di Bella RAI
Juan Arias El Pais
Paolo Ruffini Il Messaggero
Marco Palocci L'Avvenire
Maurizio Ricci La Repubblica
Pietro Calabrese L'Espresso
Saverio Lodato L'Unità
Augusto Minzolini La Stampa
Paolo Palma AGI
Susanna Tanzi Quattroruote
David Sassoli Il Giorno
Stefano Romita Il Mattino
Albino Salmaso Il Mattino di Padova
Lucia Baroncini Il Corriere dell'Umbria
Claudio Giua La Repubblica
Angelo Agostini Problemi dell'Informazione
Marilisa Verti Società Civile