Il diario di Bobby Dands
Domenica 1° marzo
Sto qui, sulla soglia di un altro mondo palpitante. Possa Dio avere pietà della mia anima.
Sono pieno di tristezza perché so di aver spezzato il cuore della mia povera madre e perché la mia famiglia è stata colpita da un'angoscia insopportabile. Ma ho considerato tutte le possibilità e ho cercato con tutti i mezzi di evitare ciò che è diventato inevitabile: io ed i miei compagni vi siamo stati costretti da quattro anni e mezzo di vera e propria barbarie. Sono un prigioniero politico. Sono un prigioniero politico perché sono l'effetto di una guerra perenne che il popolo irlandese oppresso combatte contro un regime straniero, schiacciante, non voluto, che rifiuta di andarsene dalla nostra terra.
Io difendo il diritto della nazione irlandese all'indipendenza sovrana, e credo in essa, così come credo nel diritto di ogni uomo e di ogni donna irlandese a difendere questo diritto con la rivoluzione armata. Questa è la ragione per cui sono carcerato, denudato, torturato.
Nella mia mente tormentata c'è al primo posto il pensiero che l'Irlanda non conoscerà mai pace fino a quando la presenza straniera ed oppressiva della Gran Bretagna non sarà schiacciata, permettendo a tutto il popolo irlandese di controllare, unito, i propri affari e di determinare il proprio destino come un popolo sovrano, libero nella mente e nel corpo, definito e distinto fisicamente, culturalmente ed economicamente.
Credo di essere soltanto uno dei molti sventurati irlandesi usciti da una generazione insorta per un insopprimibile desiderio di libertà. Sto morendo non soltanto per porre fine alla barbarie degli H Block o per ottenere il giusto riconoscimento di prigioniero politico, ma soprattutto perché ogni nostra perdita, qui, è una perdita per la Repubblica e per tutti gli oppressi che sono profondamente fiero di chiamare la «generazione insorta».
Oggi, nessuna emozione, nessun'altra novità che il 27 ottobre non abbia già portato. I soliti secondini non hanno lavorato. I viscidi aspiranti tiranni torneranno sicuramente di nuovo domani all'alba.
Oggi ho mandato un altro messaggio alle ragazze di Armagh. Avrei molte cose da dire su di loro, sul loro coraggio, sulla determinazione e l'indomabile spirito di resistenza. Per me sono quello che la Contessa Markievicz, Ann Devlin, Mary Ann Mc Cracken, Marie Mac Swiney, Betsy Gray e tutte le altre donne irlandesi rappresentano per tutti noi. E naturalmente penso ad Ann Parker, Laura Crawford, Rosemary Bleakeley, e mi vergogno di dire che non so ricordare tutti i loro nomi sacri.
La Messa è stata solenne, i ragazzi come sempre splendidi. Ieri sera ho mangiato il regolamentare pezzetto di frutta settimanale. Il destino ha voluto che fosse un'arancia e, suprema ironia, era amara. Hanno lasciato il cibo davanti alla porta. La porzione, come mi aspettavo, era decisamente più grande del normale o di quella che riceve il mio compagno di cella Malachy.
Lunedì 2 marzo
Questa mattina abbiamo terminato la protesta del «non lavarsi», con grande rabbia dei secondini. Ci hanno trasferito nel braccio C che naturalmente era pulito.
Abbiamo dato prova di notevole tolleranza, oggi. Gli uomini, tornando dal bagno, sono stati perquisiti. Ad un certo punto alcuni hanno voluto aspettare tre ore per poter uscire dal bagno, e soltanto quattro o cinque sono stati lavati, il che dimostra quanta premura avessero i secondini di far cessare la nostra protesta no-wash. Subiamo di continuo le loro vendette meschine. Ho visto il dottore e peso 64 kg. Non ho problemi. Il prete, padre John Murphy, è venuto a trovarmi. Abbiamo fatto una breve chiacchierata. Ho saputo che ieri mia madre ha parlato nel corso di una manifestazione a Belfast e che Marcella ha pianto. Mi ha dato coraggio. Il numero dei partecipanti mi lascia indifferente.
Ieri sera mi ha irritato molto la dichiarazione del vescovo Daly. Ha di nuovo applicato con doppiezza i suoi modelli morali. Sembra aver dimenticato che coloro che hanno assassinato quegli irlandesi innocenti nella domenica di sangue di Derry sono ancora fra noi; eppure sa forse meglio di altri che cosa è successo e sta succedendo nei Blocchi H. Sa perché gli uomini qui vengono torturati e il motivo della loro criminalizzazione. Ciò che rende tutto così disgustoso, credo, è il fatto che egli condivida le ragioni nascoste. Solo una volta ha parlato apertamente dei maltrattamenti e delle torture, abituali nei Blocchi H.
Una volta, verso la fine del '78, ho letto un editoriale sulla dichiarazione Sewer pipes of Calcutta, dell'allora arcivescovo O'Fiaich. Diceva che era stata la vergogna perenne per il popolo irlandese – cito a memoria – ad averlo spinto a scuotere la coscienza morale della gente sul problema dei Blocchi H. Da allora è passato molto tempo, molte torture, e l'anno successivo è stato il peggiore che abbiamo vissuto. Ora io mi domando, chi scuoterà la coscienza morale del cardinale? Testimone del bene e del male, alzati e parla. Ma non sappiamo che tutto quello che deve essere detto è «politico»? Il problema non è che questa gente non voglia essere coinvolta nella politica, semplicemente la loro politica è diversa, cioè britannica.
[Oggi è morto il padre del mio amico Tomboy. Mi è dispiaciuto moltissimo. La notizia mi ha proprio addolorato. Ho ricevuto diversi messaggi dalla mia famiglia e dai miei amici, ma ho letto solo quello di mia madre. Proprio quello di cui avevo bisogno. Ha recuperato il suo spirito combattivo. Adesso sono contento. Mi ha scritto anche il mio vecchio amico Seanna].
Ho in mente una poesia. Forse domani proverò a scriverla. Tutte le volte che mi sento giù penso ad Armagh, e a James Connolly. Non potranno mai portarmi via questi pensieri.
Martedì 3 marzo
Mi sento straordinariamente bene, oggi. (È soltanto il terzo giorno, lo so, ma non fa niente, mi sento benissimo). Questa mattina sono venuti a trovarmi due giornalisti, David Beresford del Guardiane O' Cathaoir dell'IrishTimes. Non sono riuscito ad organizzare il flusso dei miei pensieri. Avrei potuto dire di più e meglio.
63 kg, oggi, e con ciò?
E venuto padre Toner. Secondo me ha voluto studiarmi psicologicamente in vista di un prossimo incontro. Se ho sbagliato, mi dispiace – ma penso che sia proprio così. Comunque, questa sera ho cercato di andare oltre questa sensazione. Penso che può aver colto il punto. Sul fatto che lo accetti o meno, è da vedere. Non poteva difendere il mio attacco al vescovo Daly – e comunque non ci ha provato.
Ho scritto qualche riga a mia madre e a Mary Doyle, ad Armagh; e domani scriverò di più. Ora tutti i ragazzi sono lavati. lo però non sono stato lavato. Stavano cercando di prendere quelli che dovevano essere lavati per la prima volta. Oggi ho fumato un po' di «robaccia», il lusso del Blocco! Hanno portato un tavolo nella mia cella e adesso ci mettono sopra il cibo, davanti ai miei occhi. Sinceramente non me ne importerebbe anche se me lo mettessero sulle ginocchia. Continuano ancora a farmi sciocche domande come «Sei sempre deciso a non mangiare?».
Oggi non sono riuscito a cominciare la mia poesia, ma probabilmente lo farò domani. Il problema è che adesso ho molte più idee.
Oggi ho ricevuto i giornali [ed un libro. Sono i racconti di Kipling, con una lunga introduzione di Somerset Maugham, verso il quale ho provato subito antipatia quando ho letto il suo commento sugli irlandesi al tempo in cui Kipling era all'apice della sua fama di scrittore: «Gli irlandesi erano una vera e propria seccatura». Proprio una seccatura... E peccato che non lo siano stati ancor di più! Conosco Kipling e so dei suoi legami con l'Ulster. Leggerò i suoi racconti domani].
Ag rà an phaidrìin faoi dhà achan là atà na buachaillì anois. Nìl aon rud eile agam anocht. Sin sin. (I ragazzi ora dicono il rosario due volte al giorno. Nient'altro per stasera. È tutto).
[...]
Giovedì 5 marzo
Oggi hanno mandato l'assistente sociale ad informarmi che mio padre è stato portato all'ospedale. Volevano che li supplicassi per ottenere una visita speciale dalla mia famiglia. Sono preoccupato per la malattia di mio padre, anche se mi ha risollevato sapere che è già stato dimesso dall'ospedale. Devo continuare, qualunque cosa accada.
Oggi ho avuto un terribile mal di denti che mi ha perseguitato, ma adesso è finita.
Ho letto la relazione di Atkins alla Camera dei Comuni: mar dhea!. Non mi sconvolge perché sono preparato a questo genere di cose e so che posso aspettarmi anche di peggio, fino alle estreme conseguenze.
[Ho letto alcuni versi del libro di Kipling. Quelli che aprono i suoi racconti sono davvero belli. Ce n'è uno in particolare chemi è sembrato bellissimo e che dice così:
La terra il suo morto abbandono con quella marea,
Nel nostro campo egli venne
E disse quel che doveva dire e seguito la sua strada,
In fiamme lasciando i nostri cuori.
Sul calcio del fucile intaccate il segno
Della vendetta che dobbiamo prenderci,
Quando saremo chiamati davanti a Dio
Per il nostro compagno ch'è morto.
[Dal racconto The Man Who Was – Trad. L. Berti – ndT]
Spero di no, mi sono detto, ma quella non era neppure una speranza, ma solo un modo di dire. La mia speranza è grande, davvero. Bisogna sempre sperare, e non perdersi mai di coraggio. E la mia speranza sta nella vittoria finale della mia povera gente. Ci può essere una speranza più grande di questa?]
Dico le preghiere – che vermi! (E qualcuno potrebbe osservare: hai aspettato l'ultimo minuto). Ma io credo in Dio e, sarà presunzione, sono convinto che lui ed io ci capiamo bene in questa bufera.
Riesco ad ignorare la presenza del cibo che mi sta continuamente davanti agli occhi. Ma ho voglia di pane nero, burro, formaggio olandese e miele. Ah! Non lo faccio per autolesionismo, perché tanto credo che il cibo terreno non fa vivere gli uomini in eterno e mi consolo con il fatto che sarò nutrito abbondantemente lassù (se ne sono degno).
Ma poi mi assale il pensiero atroce che lassù non si mangi. Tuttavia se c'è qualcosa di meglio del pane nero, del formaggio, del miele eccetera, allora non sarà poi così male. Il vento di marzo stasera è rabbioso e questo mi ricorda che lunedì compirò 27 anni. Devo andare, il viaggio è appena cominciato e domani è un altro giorno. Ora peso 62 kg e in generale mi sento bene, sia mentalmente che fisicamente.
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Domenica 8 marzo
Fra poche ore compirò ventisette splendidi anni. Paradossalmente sarà un compleanno abbastanza felice, forse perché mi sento libero nello spirito. Non ho altre spiegazioni. Oggi sono andato a messa ed ho visto tutti i ragazzi senza barba, ecc. Uno dei ragazzi ha avuto un collasso prima della messa, ma ora sta bene. Un altro è stato portato all'ospedale militare di Musgrave. Sono cose che succedono regolarmente.
Peso 60,8 kg. Non ho disturbi.
Ho ricevuto un altro biglietto da mia sorella Bernie e dal suo fidanzato. Mi fa bene al cuore avere sue notizie. Oggi ho avuto l'lrish News, che riportava alcuni articoli in sostengo dello sciopero della fame.
Il dottore Emerson, dicono, ha l'influenza. Potrebbe durargli tranquillamente due mesi. Secondo me il dottor Ross, cordialità a parte, è anche uno studioso di comportamenti psichici. Il che mi fa venire in mente che non mi hanno ancora chiesto di vedere uno psichiatra. Senza dubbio lo faranno, ma io rifiuterò perché mentalmente sono stabile, e probabilmente più di lui.
Ho letto in vari giornali articoli sulla natura che mi hanno ricordato di quanto, al tempo che fu, ero un ornitologo alle prime armi. Il pomeriggio di oggi è stato decisamente piacevole e la sera è calma. È sorprendente quello che occhi e orecchie riescono a scoprire anche in segregazione.
Sto aspettando l'allodola perché la primavera è in arrivo. Come ascoltavo l'allodola quando stavo nell'H 5 e come osservavo la coppia di fringuelli che arrivò in febbraio! Adesso, steso su quello che altro non è il mio letto di morte, ascolto persino i neri corvi.
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Lunedì 9 marzo
Vista la mia situazione, oggi è stata una giornata piuttosto normale. Peso 59,3 kg e non ho problemi di salute. Nel giornale di ieri, che ho ricevuto oggi, ho trovato gli auguri di parenti ed amici per il mio compleanno. Ho anche ricevuto un pacco di oggetti da toletta.
Non è venuto nessun prete a trovarmi, oggi, soltanto l'ufficiale medico che mi ha tastato il polso e se n'è andato. Ho idea che la cosa lo faccia sentire importante.
Dopo quanto ho letto nei giornali, mi sta assalendo il timore che possano tentare, in un prossimo futuro, di scavarci la terra sotto i piedi e di sabotare, se non proprio debellare, questo sciopero della fame, con la concessione paternalistica del diritto ai nostri abiti comuni, concessione che naturalmente non risolverebbe nulla ma che, se permettiamo che sia fatta, potrebbe con l'appoggio della gerarchia cattolica danneggiare seriamente la nostra posizione. Sono convinto che a nessun costo lasceranno conquistare ai prigionieri uno status politico, o prerogative che assomiglino in qualche modo ad uno status politico.
Le ragioni sono molte e varie, motivate principalmente dal desiderio di vedere la fine della lotta rivoluzionaria popolare. La criminalizzazione dei prigionieri repubblicani regalerebbe loro questa fine.
Il desiderio dichiarato di questa gente è di vedere nei Block condizioni più umane. Ma la questione non è di natura «umanitaria» e non riguarda condizioni di vita migliori. È puramente politica, e soltanto una soluzione politica potrà risolverla. Questo non fa in nessun modo di noi prigionieri un'elite, né ci siamo mai considerati tali. Non vogliamo essere trattati come «prigionieri comuni» perché non siamo criminali. Non ci sentiamo colpevoli di alcun crimine, a meno che non sia un crimine l'amore per il proprio popolo e per il proprio paese.
Gli inglesi permetterebbero ai tedeschi di occupare il loro paese, o i francesi agli olandesi? Noi prigionieri repubblicani capiamo meglio di chiunque altro la situazione di tutti i prigionieri che vengono privati della loro libertà. Non neghiamo ai prigionieri comuni di beneficiare di quanto noi otteniamo, se questo può migliorare e render più sopportabile la loro situazione. Ed è indubbio che in passato i prigionieri hanno tratto giovamento dalle lotte carcerarie repubblicane.
Rammento i Fenians e Thomas Clarke che, con la loro resistenza ad oltranza, servirono a far luce sul «tremendo sistema del silenzio» delle prigioni inglesi del periodo vittoriano. Per ogni decennio ci sono ampie testimonianze di analoghi vantaggi ottenuti da tutti i prigionieri attraverso la resistenza dei prigionieri repubblicani. Sfortunatamente, gli anni, i decenni, i secoli non hanno visto la fine della resistenza repubblicana nelle infernali celle inglesi, perché la lotta nelle carceri va di pari passo con l'incessante lotta per la libertà in Irlanda. Molti irlandesi hanno dato la vita per raggiungere questa libertà, e so che molti altri ancora, io incluso, continueranno a darla finché la libertà non sia raggiunta.
Sono in attesa di essere spostato dalla mia cella in un braccio vuoto, in totale isolamento. Gli ultimi scioperanti rimasero dieci giorni in cella insieme agli altri prima di essere trasferiti, ma allora facevano la protesa «no-wash» dentro quelle fetide celle. La mia cella è tutt'altro che pulita, ma è tollerabile. L'acqua è sempre fredda. Non posso correre il rischio di prendermi raffreddori o influenze. Non faccio il bagno da sei giorni, forse più. Non importa.
Domani è l'undicesimo giorno e ce ne sono ancora molti davanti.
Qualcuno potrebbe scrivere un poema sulle tribolazioni di coloro che fanno scioperi della fame. Mi piacerebbe scriverlo io, ma come potrei portarlo a termine?
[Caithfidh mé a dul mar ta tuirseach ag èirì ormsa. (Devo andare, perché mi sento stanco)].
Mercoledi 11 marzo
Oggi ho ricevuto una quantità di biglietti d'auguri di compleanno. Alcuni da gente che non conosco. In particolare, un'offerta di cinquanta messe da parte della signora Burns di Sevastopol Street. Tutti la conosciamo, non si dimentica mai di noi e noi non dimentichiamo lei, che sia benedetta. Ho anche ricevuto gli auguri del giornalista Brendam O' Cathaoir, un pensiero davvero gentile. Ho ricevuto una lettera di un amico e un'altra, dall'America, di uno studente che non conosco. Fa bene sapere che la gente si ricorda di te. C'erano anche alcune lettere arrivatemi segretamente da amici e compagni.
Oggi il mio peso è invariato e non ho problemi di salute. Di tanto in tanto mi assale il desiderio di mangiare, ma il desiderio di porre fine alla situazione dei miei compagni e di vedere la liberazione del mio popolo è di gran lunga maggiore.
Domani il dottore mi farà l'analisi del sangue. Pare che il dottor Ross sia scomparso e sia tornato il dottor Emerson. Ma sono tutti ciarlatani del sistema.
Neanche oggi è accaduto niente di eccezionale, tranne che ho fatto un bagno. E inoltre ho pensato alla mia famiglia, sperando che non soffra troppo.
[Ho cercato di ricostruire una citazione di James Connolly. Mi vergogno di non riuscire a farlo, così cercherò di parafrasare quel poco che ricordo. Dice pressa poco così:
« ... Un uomo che è pieno di entusiasmo (o di patriottismo) per il suo paese, che cammina per la strada in mezzo alla degradazione, alla povertà, alla sofferenza della propria gente e che (non mi ricordo la parola esatta) non fa niente, è, a parer mio, un impostore, perché l'Irlanda, separata dal suo popolo, non è altro che un insieme di elementi chimici...»].
Forse l'estrema povertà del Dublino del 1913 oggi non esiste più, ma a paragone delle condizioni di vita di altri paesi del mondo si può ben dire che la situazione è sempre la stessa, se non peggio, sia al Nord che al Sud. Di fatto una sola cosa non è cambiata: l'oppressione economica, culturale e fisica del popolo irlandese.
Ci sono ancora troppe persone che camminano in mezzo al popolo sprizzando falso entusiasmo, falso patriottismo e falso interessamento. Cialtroni politici, opportunisti e parassiti politici, i Fitt, i Devlin, Humes, gli Sticks, Haughey, Fitzgerald e tutto il resto di quella disgustosa banda di scialacquatori ambiziosi e senza scrupoli.
Anche se al Nord non ci fossero centomila disoccupati, la miseria delle paghe griderebbe vendetta per gli enormi profitti della classe dominante e capitalistica che prospera con le ferite, il sudore e le fatiche del popolo. Non si avranno mai uguaglianza e fratellanza complete finché questi parassiti domineranno e governeranno la vita di una nazione. Non ci può essere uguaglianza in una società che si fonda sulla melma politica ed economica del più forsennato «vinci o sopravvivi».
Paragonate la vita, le comodità, le abitudini, la ricchezza di tutti i ciarlatani politici (che teoricamente si preoccupano di noi, il popolo) con quelle degli oppressi e dei reietti. Paragonatele in ogni decennio storico, paragonate le domani, in futuro: sarà sempre una beffa per voi. E tuttavia la nostra cecità perenne continua.
Non ci sono lussi nei Blocchi H, ma c'è un interesse reale per i popoli irlandesi.
[...]
Sabato 14 marzo
Ancora un'altra giornata noiosa, priva di eventi. Peso 58,25 kg e non ho disturbi fisici. Ho letto i giornali, che nono pieni di robaccia.
Stasera la cena era a base di pizza e fagioli e, sebbene possa essere la fame ad accrescere l'immaginazione, mi è sembrato un lauto pasto. Non esagero: i fagioli a momenti traboccavano dal piatto. Se lo dicessi ai ragazzi si preoccuperebbero per me, ma io sto bene.
[Era invitante (sono anch'io un essere umano) e sono stato contento quando l'hanno portato via dalla cella. Non l'avrei mai toccato, però la cosa mi ha dato alquanto fastidio. Ah! Dio mio, se il cibo mi avesse attaccato, sarei scappato via!] Stavo per scrivere alcune cose che avevo in mente, ma dovranno aspettare. Non vedo l'ora di avere intorno tutti i ragazzi, domani alla messa. Non sai mai quando sarà l'ultima volta che li vedrai. Oggi ho fumato qualche sigaretta. Cerchiamo ancora di combatterli su questo punto. Se i secondini sapessero la metà di quello che pensiamo! L'ingegnosità dei P.O.W. (Prigionieri di guerra – ndT) è qualcosa di incredibile: peggiore è la situazione più grande diventa. Un giorno forse tutto sarà svelato.
[Messaggio personale per Liam Og. Pensavo di approfittare di quest'ultima opportunità, stasera, per dire a quel lavoratore instancabile che sai che ammiro tutti voi ed il lavoro disinteressato che state facendo ed avete fatto non solo per il Blocchi H ed Armagh, ma anche per la lotta nel suo insieme].
Ho sempre tratto insegnamento da quello che mi disse un uomo saggio, e cioè che tutti, repubblicani o no, devono fare la loro parte. Nessuna parte è troppo grande o troppo piccola, nessuno è troppo vecchio o troppo giovane per fare qualcosa. C'è così tanto da fare che nessun gruppo piccolo o selezionato può riuscirci. Soltanto la maggioranza della nazione irlandese potrà mettere la realizzazione della repubblica socialista, e sarà indispensabile un duro lavoro e sacrificio. Così, [mo chara], per quello che può valere, vi ringrazio tutti per quanto avete fatto e mi auguro che molti altri seguiranno il vostro esempio, e sono profondamente fiero di avervi conosciuto ed ancor più fiero di chiamarvi compagni e amici.
Prima di terminare, ho notato che i secondini oggi hanno proprio sbattuto le porte delle celle, inclusa la mia. Forse è un sintomo importante della mentalità di questa gente, sempre vendicativa, sempre piena di odio. Mi rallegro di non essere anch'io così. Ora devo andare a riposare perché mi è costato fatica pettinarmi dopo il bagno.
Venceremos, beidh bua againn là éigin. Sealadaigh abù.
(Venceremos, un giorno saremo vittoriosi. Evviva i Provos).
Domenica 15 marzo
Frank si è unito a me nello sciopero della fame. Oggi ho visto i ragazzi a messa e me ne sono rallegrato. Ha detto la messa padre Toner.
Un'altra giornata noiosa. Ho avuto difficoltà a tirarmi su e a prendere l'acqua. Domani avrò una visita. Mi farà bene incontrare la mia famiglia. E poi non vedo l'ora di uscire a passeggiare all'aria aperta. Mi stancherò, ma spero che il tempo sia buono. Devo andare.
Oggi ho avuto una splendida visita di mia madre, mio padre e Marcella. Splendida, considerate le circostanze e lo stato di tensione in cui si trovano.
Come mi aspettavo ho dovuto subire un sacco di critiche feroci dai secondini che andavano e venivano durante la visita.li loro distorto senso dell'umorismo era evidente nelle frecciate puerili eccetera.
Mi sono coperto bene per non prendere freddo. Oggi il peso è di 58,25kg, ma ho bruciato maggiori energie à causa della visita. Non ho disturbi di nessun genere.
Ho osservato che gli inservienti sostituiscono le fette di dolce con fette di pane, eccetera, rubandosi tutte le cose dolci (che sono già di per sé rare). Non so se sia un caso di «Come si può cadere tanto in basso?», Oppure di «Beh, e chi può biasimarli?». Ma siccome arraffano sempre tutto il cibo che possono, deve trattarsi del primo caso.
Mi hanno lasciato la cena mentre c'era da me il prete (padre Murphy). Al panino erano stati dati due morsi. Non vi dico altro! Ho ricevuto il Sunday World. I giornali si sono fatti scarsi in questi ultimi giorni.
C'è un secondino che ha deciso di angustiarmi fino alla fine nel modo più puerile e vendicativo. Non m'importa nulla di essere stuzzicato, ma il suo atteggiamento ogni tanto mi indigna. Una cosa è torturare, un'altra è trarne godimento, come nel suo caso.
Oggi non hanno fatto la prova dello specchio ai visitatori. Una piacevole novità. Sembra che quando è terminata la protesta del no-wash i secondini abbiano perduto le aggiunte extra, e adesso stanno perdendo gli straordinari e così via. Così, per non sentirsi sfruttati non fanno più la prova dello specchio, con tutta la degradazione brutale che l'accompagna. Perché? Perché non vengono pagati per Iaria!
Sto sempre avvolto nelle coperte, eppure mi riesce difficile tenere caldi i piedi. Bere litri di acqua fredda non giova alla temperatura corporea. Riesco ancora ad inghiottire il sale e circa tre litri di acqua al giorno senza troppo fastidio.
I libri di cui dispongo sono robaccia. Domani chiederò un dizionario. Preferisco sfogliare le pagine del dizionario ed imparare qualcosa anziché leggere immondizia. I giornali inglesi li leggo appena. Do loro una scorsa sperando che nessuno apra la porta. Ieri sera una copia dello AP/RN della settimana scorda è stata fatta entrare di straforo e letta a voce alta [un altro esempio dell'ingegnosità dei P.O.W.]. Mi è piaciuto ascoltarne il contenuto (senza macchia, lasciateli in pace! – Bravo ragazzo, Danny Morrison).
Spero proprio che la gente legga ed impari almeno qualcuna delle verità che vi si trovano regolarmente. Vedo che Paddy Devlin continua il proprio gioco e rifiuta di uscire allo scoperto ed aiutare i prigionieri. Non è, e non è mai stato, un vero sindacalista, quanto piuttosto un unionista!
Beh, è tutto per stasera. Devo andare. [Oiche mhaith].
[...]
Mercoledì 17 marzo
Oggi è la festa di San Patrizio e come al solito niente di notevole. Sono stato a messa. Con i capelli tagliati stavo meglio. Non conoscevo il prete che ha detto la messa. Gli inservienti distribuivano il cibo a tutti quelli che tornavano da messa.
Hanno provato a darmi un piatto pieno. Me l'hanno messo sotto il naso, ma io ho tirato diritto come se non ci fossero. Oggi ho ricevuto due giornali e, piacevole novità, c'era l'Irish News. Ad ogni modo ricevo tutte le notizie dai ragazzi. Ho visto uno dei dottori questa mattina, un tipo sbarbato. Mi sfibra. Il mio peso è di 57,50 Kg. Nessuna lamentela. Il governatore è venuto da me e mi ha detto aspramente:
«Vedo che stai leggendo un libro breve. Meglio così, se fosse lungo non riusciresti a finirlo» . Ecco che gente sono. Maledetti! Non importa. È stata una giornata lunga.
Pensavo allo sciopero della fame. La gente dice tante cose del corpo, ma non vi fidate. lo penso che ci sia davvero una specie di lotta.
Prima il corpo non accetta la mancanza di cibo e soffre per la tentazione del cibo e per altri fattori che lo tormentano in continuazione. Il corpo reagisce, naturalmente, ma alla fine della giornata tutto ritorna alla considerazione primaria, cioè alla mente. La mente è la cosa più importante. Se non hai una mente forte per resistere a tutto non ce la fai. Ti manca ogni spirito combattivo. Ma da dove ha origine questa forza mentale? Forse dal desiderio di libertà, ma non è proprio certo che venga di lì.
Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese mi stanno nel cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna.

