L'isola che non c'è
A pensarci per primi furono un francese ed un tedesco, Briand e Stresermann, grosso modo all'epoca della Conferenza di Locarno. Ventidue anni più tardi un senatore americano, Fullbright, fece approvare dal Congresso una risoluzione in cui gli Stati Uniti d'America dichiaravano solennemente di "sostenere ed appoggiare la creazione degli Stati Uniti d'Europa". Ma all'unità politica dell'Europa gli europei sono arrivati a pensarci solo quarantatre anni dopo
L'illuminato senatore, e per un solo motivo, chiamato "Paura": la Germania Unita. Dal giorno del crollo del Muro di Berlino la "Wiedervereinigung" tedesca è divenuta sì una semplice "Vereinigung" (le parole hanno il loro peso. tra la "riunificazione" e la "riunione" c'è tanta una differenza tanto grande quanto Danzica, la Prussia Orientale, Koenigsberg-Kaliningrad, i Sudeti), ma il processo di unificazione ne ha acquistato in velocità. La data delle prime elezioni pantedesche è stabilita entro la fine dell'anno, l'unione monetaria è avvenuta nei tempi più brevi. Ma soprattutto sta accadendo quello che sovietici, americani e francesi temevano più di tutto: la Brd sta assorbendo la Ddr in virtù dell'articolo 23 della propria Grundgesetz. In italiano: la Germania sarà cosa fatta nell'arco di 18 mesi, e sarà il cuore pulsante dell'Europa politica ed economica non appena i tedeschi ex socialisti avranno imparato di nuovo a lavorare secondo i canoni capitalisti. Tutto ciò, ripetiamolo, in un anno e mezzo.
Si era pensato a rimettere la Germania in condizione di non egemonizzare il Continente (alias, di non nuocere) imbrigliandola nella Cee. Ottimo, un problema vecchio è risolto con un progetto da Nuova Frontiera. A Psrkasilla, nel cuore selvaggio dell'Irlanda presidente di turno della Comunità, i ministri degli esteri della Cee hanno dato quindi un primo colpo di scalpello al blocco di marmo da cui dovrebbe scaturire di qui al '92 il progetto di unione politica. Più precisamente, hanno dovuto elaborare la prima bozza di un documento che "servirà" da piattaforma ad una conferenza intergovernativa dedicata all'argomento che i 12 avvieranno forse a Roma entro la fine dell'anno i cui esiti si conosceranno probabilmente entro l'anno successivo" (il virgolettato è della Farnesina). Se va bene, insomma, l'unione politica europea concepita per bruciare sul tempo quella tedesca sarà realtà con un anno o due di ritardo rispetto al necessario. Se mai si tratterà di un'autentica unione.
Ecco cosa è uscito dalla riunione di Parkansilla: l'unione non consisterà in una federazione di stati, ma una riforma delle istituzioni già esistenti. Resterà il consiglio Europeo, verrà formalizzata l'esistenza del Consiglio dei Ministri degli esteri, resterà la Commissione esecutiva (con poteri limitati ad ora, però). Verrà creato un segretariato che coordinerà il lavoro dei ministri degli esteri. Anche il Parlamento resterà, con la semplice aggiunta di alcuni "ridotti" poteri di veto.
Cosa se ne può fare l'Europa di una unione come questa? Lo stesso termine "unione" sembra essere rubato. I ministri degli esteri della Comunità scosso dagli avvenimenti del 1989 una cura di sedativi. Nel blocco di marmo messo a disposizione della Cee non verrà scolpito alcun monumento più perenne del bronzo. E l'Unione europea resterà, come una nuova Isola-che-non-c'è, un miraggio che ogni tanto appare ai naviganti.

