Pier Giovanni MENICATTI
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Il recupero della capacità impositiva e dell'autonomia d'impostazione dei bilanci riqualificherebbe la spesa degli enti locali e renderebbe gli amministratori più responsabili nella gestione del denaro pubblico.
Oltre a superare la vecchia distinzione tra legittimità e merito ed inserire criteri più aggiornati di efficienza e rendimento, la riforma dei comitati di controllo sugli enti locali deve impedire che in essi si ripresentino gli stessi equilibri politici e talvolta gli stessi uomini delle amministrazioni controllate.
Alla ricerca di una ripresa culturale corrisponde nella società uno slancio di altruismo e di solidarietà, che trova i cattolici impegnati in prima fila.
La proposta di scindere gli ospedali dalle USL per renderli più efficienti potrebbe essere un rimedio peggiore del male, perché di sicuro moltiplicherebbe gli enti, quindi la burocrazia e le spese, senza per questo assicurare maggiore efficienza.
Oltre al problema della finanza locale, che va corretta per responsabilizzare gli amministratori, resta da condurre in porto la riforma delle autonomie, che è a mezza strada in parlamento e che investe la funzione delle provincie, la sopravvivenza delle circoscrizioni e il ruolo stesso dei comuni.






