Politica
L'asse privilegiato di De Martino·: una: piattaforma per evitare la rottura del paese
Forti di un ritrovato contatto con la società e di una conseguente avanzata elettorale, i socialisti affrontano la prospettiva del dopo centro-sinistra che sarà il tema del congresso convocato per l'autunno prossimo. De Martino propone un «asse politico» Dc-Psi che respinge sia la linea di un blocco alternativo di sinistra, sia il massimalismo concorrenziale con il partito comunista. Il segretario socialista riconosce che la Democrazia cristiana ha nel complesso resistito alle tentazioni tanassiane di interrompere la legislatura e andare alle elezioni anticipate. Ma richiede un nuovo rapporto politico e di potere perché l'alleanza cattolici-socialisti, che considera tuttora vitale per la democrazia italiana, possa esprimere ancora una positiva efficacia. A questa linea del segretario e della maggioranza, si oppone la sinistra socialista che è disposta a riconoscere alla partecipazione governativa un significato transitorio mentre i socialisti dovrebbero attendere sin d'ora a quella rifondazione delle sinistre considerata necessaria a realizzare una alternativa alla Democrazia cristiana. Anche per Nenni oggi, il ritorno dei socialisti al governo deve essere «una conquista e non
un dono grazioso»: ma sembra aver attenuato le propensioni successive al referendum per un blocco laico.
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