15 Settembre 1985
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Sostenere che bisogna ridurre la spesa pubblica senza intaccare lo stato assistenziale significa insultare il buon senso gli investimenti per la tutela dell'ambiente per lo sviluppo della telematica per la riqualificazione dei trasporti
e della stessa sanità insomma per le grandi opere che creano lavoro devono trarre risorse del reddito nazionale
sottraendole inevitabilmente da qualche altra parte.
Trasferire le risorse dai consumi agli investimenti è condizione indispensabile per impedire la degradazione del sistema economico che richiede un forte innovamento tecnologico.
Sul prossimo congresso della Democrazia Cristiana sembra vogliano ancora spadroneggiare le vecchie correnti che
il segretario De Mita vorrebbe mettere in liquidazione; ma al di là delle correnti resta da affrontare il problema della DC: fatto il segretario bisogna rifare il partito.
Il recupero della capacità impositiva e dell'autonomia d'impostazione dei bilanci riqualificherebbe la spesa degli enti locali e renderebbe gli amministratori più responsabili nella gestione del denaro pubblico.
Intervista al professor Ferrando Mantovani, ordinario di diritto penale Università di Firenze
In questa intervista al professor Ferrando Mantovani, uno dei maggiori esperti di criminalità, vengono passati in rassegna i maggiori problemi discussi al convegno dell'ONU che si è svolto recentemente a Milano.
La via del Sud
La riduzione dei flussi finanziari verso i paesi in via di sviluppo, dovuti agli enormi debiti da essi accumulati e all'aumento del dollaro, aggrava le condizioni di quei paesi; né è pensabile che un paese come l'Italia possa aumentare i suoi già cospicui aiuti pubblici; occorre perciò battere altre strade, come quella di imprese private disposte e incoraggiate ad associarsi ad imprese o attività locali, scavalcando per quanto possibile gli apparati burocratici dei paesi del sottosviluppo, che sono causa di immensi sprechi.
Statalismo, partitocrazia e abuso del denaro pubblico sono i nemici della democrazia, secondo Sturzo, il cui pensiero torna d'attualità; il suo stesso antistatalismo, forse equivocato in passato, può essere meglio compreso oggi che è viva l'esigenza d'autonomia dell'individuo e dei corpi sociali di fronte all'onnipotenza dello Stato.









