1 - Febbraio 1975
3-11
Politica

La Democrazia cristiana da Palazzo Giustiniani al governo Moro: la ricerca di una alternativa al partito di occupazione

Il domani d’Italia - La Democrazia cristiana da Palazzo Giustiniani al governo Moro: la ricerca di una alternativa al partito di occupazione pagina 3-11
La recente crisi di governo ha messo in evidenza il rischio di una frattura verticale della Democrazia cristiana: troppo oneroso sarebbe stato infatti il prezzo dell'unità qualora avesse richiesto la spaccatura del paese. Le grandi trasformazioni intervenute nella vita italiana, hanno profondamente mutato gli assetti e gli equilibri di potere nella società, hanno posto in discussione gli stessi rapporti fra la Dc, il mondo cattolico e le forze una volta collaterali, hanno visto emergere come protagoniste la classe operaia, le masse giovanili e il mondo femminile. La crisi economica mette in luce il limite del meccanismo di sviluppo che si riteneva destinato a realizzare un progressivo accrescimento di benessere, mentre ha finito per inaridire la forza produttiva e intaccare la qualità della vita. Individuare l'alternativa e lavorare per realizzarla diventa il primo compito della Dc in unità con gli alleati laici e con il Psi se oggi si vuole effettivamente salvare la struttura democratica del nostro paese. Ne deriva la necessità di un ripensamento dei limiti cui è giunto il centro-sinistra come formula tradizionalmente impostata sui quattro partiti, e di affrontare in termini nuovi la cosiddetta «questione comunista».
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